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La riscoperta e il recupero dell'antico castello medievale
di Bergiola mettono in evidenza come spesso la passione e
la voglia di fare di alcune persone non appartenenti alla
cultura "ufficiale" o "accademica" possa
portare a raggiungere dei risultati considerati dai più
utopistici o per lo meno di difficilissima realizzazione.
Nell'inverno del 1998 EnzoCervioni, Noël Santi ed Edoardo
Paladini, tre uomini dalla formazione culturale profondamente
diversa ma uniti da una comune passione per la storia e le
tradizioni popolari, incuriositi dai racconti e dalle leggende
nate attorno a quel piccolo borgo nei pressi di Minucciano
(in provincia di Lucca), decisero di recarvisi.Lo scopo principale
della visita era quello di rendersi personalmente conto dello
stato in cui si trovava Bergiola, ritenuto già da allora
un interessantissimo complesso storico - archeologico.
Il primo impatto fu traumatico: case diroccate e fatiscenti,
completamente sommerse dal verde dell'edera, soffocate da
piante rampicanti che non solo non permettevano una loro completa
visione, ma che ponevano anche a rischio la loro seppur minima
stabilità.In poco meno di ottant'anni, infatti, a Bergiola
abbandonata dopo il terremoto del 1920, la natura si era riappropriata
di quello spazio che il sudore e la fatica umana le avevano
strappato pezzo dopo pezzo. In quest'opera, fu aiutata dall'incuria
e dal vandalismo dell'uomo, che aveva privato il piccolo paese
anche degli stipiti delle porte e delle canalette di scolo
dell'acqua piovana. Lo scenario di degrado e di abbandono
a cui si trovarono di fronte però non spaventò
i tre uomini che, anzi, si sentirono stimolati a far tutto
il possibile affinché quell'antico borgo potesse riacquistare
una nuova vita, per divenire un importante simbolo di storia
locale. Si tentò di recuperare una dignità storiografica
al luogo, e contemporaneamente di sensibilizzare la popolazione
e le amministrazioni locali sull'argomento.
Approfondite ricerche svolte presso l'Archivio di Stato di
Lucca, e non solo quello, portarono al ritrovamento di numerosi
documenti, con i quali fu possibile ricostruire in maniera
dettagliata le vicende storiche di Bergiola, dal 1287 al 1920.
Da quel momento, la storia dell'antico luogo non si basò
più su leggende o tradizioni orali, ma acquistò
un pieno e solido rilievo storiografico, derivante da rigorose
ricerche archivistiche, talmente approfondite e accurate da
poter essere raccolte in un volume, pronto ad essere pubblicato
non appena saranno raccolti fondi sufficienti.
Contemporaneamente, Enzo, Noël ed Edoardo, per coinvolgere
la popolazione e le amministrazioni locali, organizzarono
una mostra fotografica su Bergiola, esposta tra l'agosto e
il settembre del 1998 in tre luoghi: Gorfigliano, Pieve San
Lorenzo e Castelnuovo Garfagnana. Questa mostra, che ebbe
un grandissimo successo di pubblico, raggiunse gli scopi per
cui era stata progettata. La stampa locale diede ampio risalto
all'avvenimento, ed Enzo Cervioni venne addirittura intervistato
da Rai Tre. Ma - uno dei risultati che più contano
- alcune amministrazioni locali si interessarono al posto
e numerosi cittadini iniziarono a prendere a cuore il ripristino
storico-ambientale del borgo abbandonato.
Nel febbraio del 1999, con il finanziamento della Comunità
Montana della Garfagnana e del Comune di Minucciano, fu costituito
il "Comitato per Bergiola", che per primo si occupò
del recupero di Bergiola, e che ancora oggi continua la sua
opera.
Bergiola, a distanza di cinque anni, ha cambiato profondamente
aspetto: non ci sono più piante rampicanti a nascondere
le pietre ed il disegno delle antiche mura, le vie sono di
nuovo percorribili e la leggiadra chiesina del paese ha riacquistato
la propria dignità.
Anche i resti delle altre costruzioni non rappresentano più
soltanto sassi insignificanti: grazie alla ricerca storiografica,
è stato possibile ricostruirne molte vicende attraverso
i secoli.
Molto è stato fatto, ma altrettanto deve essere ancora
fatto per riportare Bergiola allo splendore di un tempo e
far sì che il paese possa essere riportato a nuova
vita, a vantaggio anche del territorio in cui si colloca.
I tre promotori della rinascita di Bergiola ed il Comitato
hanno dimostrato nella concretezza dei fatti, come i cittadini
attivi siano essenziali per lo svolgimento di "attività
di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà"
(art. 118, ultimo comma, della Costituzione).
E' doveroso che - sempre in applicazione del suddetto articolo
- lo Stato, la Regione e gli Enti Locali favoriscano benemerite,
autonome iniziative, come questa.
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